BIOGRAFIA

Silvano Moffa (Roma 21 aprile 1951), giornalista professionista, politico, è stato Sindaco, Presidente della Provincia di Roma, Sottosegretario di Stato, Parlamentare.


Inizia giovanissimo l’impegno politico a Colleferro (Roma) nelle fila del Movimento Sociale Italiano.

 

Nel 1971 viene eletto segretario cittadino ed entra nel Consiglio Comunale, dove ricoprirà la carica di capogruppo.


Nel 1972 viene eletto dal Congresso del MSI-DN nel Comitato Centrale del partito.

 

Aderisce alla corrente di Pino Rauti, di cui diventa uno dei più stretti collaboratori, svolgendo un ruolo di primo piano nella componente che fa capo al leader missino.

 

In questo periodo concorre, fra l’altro, alla elaborazione delle mozioni congressuali che alimentano il dibattito nella destra italiana. Sarà affidato a lui il compito di illustrare le idee nazionalpopolari che animano i congressi di Sorrento e Rimini.


Dal 1975 è giornalista del Secolo d’Italia. Caposervizio e inviato sotto la direzione di Alberto Giovannini e poi di Giano  Accame, nel giornale riveste vari ruoli, tra cui quello di condirettore.


Negli stessi anni è membro della Direzione nazionale del MSI-DN.


Nel giugno del 1993, nelle prime elezioni dirette dei sindaci, si candida nel comune in cui risiede, Colleferro, con la lista Aria Nuova, composta in larga parte da esponenti delle destra.

 

Vince il ballottaggio contro Rossella Menichelli, esponente locale del PCI (partito comunista Italiano), imponendosi in una città operaia, storicamente di sinistra.


In qualità di Sindaco viene eletto dalla Assemblea dei sindaci italiani nell’Esecutivo nazionale dell’Anci (Associazione nazionale del Comuni italiani), di cui diventa vicepresidente.


Dopo lo scioglimento del Movimento sociale italiano, nel congresso di Fiuggi, entra nell’Ufficio politico di Alleanza Nazionale.


Nel 1997 viene confermato Sindaco di Colleferro al primo turno con circa il 67% dei voti, risultando il sindaco più votato d’Italia.


Nel 1995 si candida alla presidenza della Provincia di Roma ottenendo, al primo turno, il 48,9% dei suffragi.

 

Al ballottaggio viene battuto da Giorgio Fregosi, dopo l’annullamento di oltre 200 mila voti, in quanto gli elettori avevano contrassegnato sulla scheda il suo nome e non quello del simbolo di appartenenza.

 

Una assurdità , corretta in seguito da una legge che ha consentito di ritenere valido sia il voto espresso sul nome del presidente che quello espresso sul simbolo.


Nel dicembre del 1998, si candida nuovamente alla presidenza della Provincia di Roma e si impone, al ballottaggio, alla candidata del centro-sinistra, l’eurodeputata Pasqualina Napolitano, diventando il primo presidente di destra della Provincia di Roma.


Ricopre la carica di vicepresidente dell’Upi (Unione delle Province italiane).


Dopo l’esperienza della Provincia, viene nuovamente rieletto sindaco di Colleferro al primo turno.

 

Viene chiamato dal ministro della Funzione Pubblica a far parte del Cda del Formez.


Il 30 dicembre 2004 entra nel Governo Berlusconi II come sottosegretario alla Infrastrutture, incarico che ricopre anche nel successivo governo.


Alle elezioni politiche del 2006 viene eletto deputato con Alleanza Nazionale (XV legislatura) nella circoscrizione Lazio 1 e riconfermato nelle elezioni politiche successive (XVI legislatura).

 

Nel maggio del 2009 viene eletto presidente della  XI Commissione permanente della Camera dei Deputati (Lavoro pubblico e privato).


Il 30 luglio 2010 aderisce al gruppo di Futuro e Libertà dopo la scissione del PDL e diventa portavoce del relativo gruppo parlamentare.


In dissenso con Gianfranco Fini, lascia Futuro e Libertà il 14 dicembre 2010, dopo una burrascosa seduta parlamentare in cui si rifiuta di votare la sfiducia al governo di centrodestra.

 

Nei mesi precedenti aveva più volte cercato di ricomporre la frattura nata dalla rottura tra Fini e Berlusconi, non condividendo l’ipotesi del “ribaltone” del governo in carica.


Aderisce al gruppo Misto e, nel gennaio 2011, fonda Azione Popolare. Successivamente da vita in Parlamento al gruppo Iniziativa Responsabile, poi definito Popolo e Territorio, di cui diventa il presidente.


Nel 2015, torna a candidarsi a Sindaco della sua città, dopo la caduta della giunta di centrodestra sfiduciata da alcuni consiglieri della stessa maggioranza, ma perde al ballottaggio.


Autore di numerosi saggi e di articoli su diverse riviste, promuove interessanti studi nel campo della innovazione delle politiche amministrative e delle riforme delle autonomie locali.


Nel corso delle sue attività, è stato membro della Agenzia nazionale dei segretari comunali e provinciali e presidente della relativa Agenzia regionale del Lazio.


Fa parte del Consiglio direttivo dell’Eurispes.

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